29/06/2016

Per il Garante Privacy la cybersecurity è un asset sempre più competitivo


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"I crimini informatici in Italia nel 2015 sono incrementati del 30%, in particolare il phishing e il ransomware passando per numerosi data breach. Questi crimini hanno preso di mira in particolare il settore delle imprese."

Lo ha detto Antonello Soro, il Garante italiano per la protezione dei dati personali che ieri ha presentato la sua relazione annuale presso la sala Koch di Palazzo Madama.

Relazione annuale 2015 Garante Privacy

“Le tecniche di attacco sfruttano una generale inadeguatezza delle misure di sicurezza adottate”, e ha aggiunto che alla consapevolezza dei rischi crescenti non si accompagna una maggiore attenzione verso serie politiche di protezione dei dati e dei sistemi. Secondo il Garante, anzi, “risulta davvero inspiegabile la refrattarietà di molte imprese a proteggere il loro patrimonio informativo, e inserendo la sicurezza digitale tra gli asset strategici, assumendo quindi la protezione dei dati quale nuovo fattore di vantaggio competitivo”.

Nelle sua relazione Antonello Soro parla più volte di violazioni nel trattamento dei dati, di illeciti amministrativi, tutela della privacy online e del diritto all’oblio, dedicando però una specifica attenzione alla minaccia che proviene dal cybercrime, definendola "una minaccia reale che ha un peso sull’economia mondiale stimato in 500 miliardi di euro annui."


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